AttivaMENTE:
un nuovo percorso verso l’invecchiamento attivo
Il progetto “AttivaMENTE: un nuovo percorso verso l’invecchiamento attivo” che Cipes ha ideato e realizzato con la collaborazione del gruppo ARCO e i cui contenuti sono allegati fanno riferimento al relativo programma regionale approvato dal Consiglio Regionale del Piemonte con Deliberazione 24 gennaio 2023, n. 261 – 1401 “Piano per l’invecchiamento attivo (PIA) 2022-2025, ai sensi dell’articolo 14 della legge regionale 9 aprile 2019, n. 17 (Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo)”. A sua volta l’intervento regionale si inserisce nelle indicazioni del Piano di Azione Internazionale sull’Invecchiamento di Madrid (MIPAA). Su questi temi sono stati predisposti documenti specifici, tra i quali citiamo solo quelli approvati da OMS Europa “Strategia e piano d’azione per l’invecchiamento sano in Europa, 2012- 2020” e dal Dipartimento per le politiche per la famiglia e INRCA “Raccomandazioni per l’adozione di politiche in materia di invecchiamento attivo” del 2021.
La stimolazione cognitiva
Centrale nel progetto AttivaMENTE è stata l’organizzazione delle attività di stimolazione cognitiva che derivava da precedenti esperienze condotte con il supporto del Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (C.D.C.D.) della ASL Città di Torino e del reparto di neurologia dell’ospedale Martini e dal progetto Community Care Living Lab che aveva prodotto ottimi risultati a cui aveva partecipato il Gruppo Arco, partner del progetto AttivaMENTE.
Come spiegato la neuropsicologa (che ha condotto l’intervento, la cui intervista è pubblicata oltre), la stimolazione cognitiva è un insieme di attività che permettono di mantenere o migliorare le funzioni cognitive di una persona.
A questa attività hanno partecipato 60 persone ultrasessantacinquenni e si è svolta attraverso:
- un incontro individuale di circa 30 minuti che comprendeva un colloquio conoscitivo iniziale, una raccolta anamnestica e una valutazione neuropsicologica di screening attraverso il test Montreal Cognitive Assessment
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quattro incontri a cadenza settimanale della durata di un’ora e 15 minuti, ognuno dei quali dedicato a una specifica funzione cognitiva. Ogni sessione includeva nozioni teoriche ed esercizi mirati, sia su supporto cartaceo che computerizzato, tarati sulle abilità dei partecipanti.
Durante il primo incontro, ci si è concentrati sulla memoria: i partecipanti hanno svolto esercizi di memorizzazione di parole, numeri e immagini, con il successivo richiamo delle informazioni a distanza di tempo. Queste attività sono state progettate per potenziare la memoria a breve e lungo termine, cruciali per le attività quotidiane e il benessere generale. Nel secondo incontro, l’attenzione è stata approfondita nelle sue varie componenti e gli esercizi proposti includevano attività di focalizzazione, ricerca attentiva ed esercizi di doppio compito eseguiti contemporaneamente. Queste prove miravano a migliorare la capacità di concentrarsi su compiti specifici e di gestire più attività simultaneamente. Il terzo incontro ha visto un focus sulle funzioni esecutive e il ragionamento. I partecipanti hanno svolto compiti volti ad allenare le capacità di problem-solving, strategia e pianificazione allo scopo di migliorare le capacità decisionali e organizzative, essenziali per affrontare le sfide quotidiane e per un funzionamento autonomo. Infine, nel quarto incontro, l’attenzione si è spostata sulle abilità linguistiche. Gli esercizi proposti includevano attività come anagrammi e catene di parole, progettate per stimolare le capacità verbali e la fluidità del linguaggio. Il miglioramento delle abilità linguistiche non solo facilita la comunicazione, ma contribuisce anche a una maggiore sicurezza e interazione sociale.
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Schede contenenti materiale supplementare (libri, siti internet, software e giochi) con esercizi da svolgere in autonomia alla fine degli incontri.
Alla conclusione di ogni ciclo è stato fatto compilare un questionario di gradimento delle attività svolte. Ognuno ha indicato su una scala Likert da 1 (poco) a 10 (molto) il livello di gradimento della parte teorica delle varie funzioni cognitive e della neuroanatomia, degli esercizi di stimolazione cognitiva svolti per ogni funzione analizzata e del materiale consegnato in cui erano presenti numerosi esercizi, siti e libri che potevano essere svolti in autonomia.
In media, i partecipanti hanno espresso un punteggio di 9,15 per la parte teorica degli incontri. Questa sezione è stata descritta come molto interessante, utile e comprensibile anche per persone non addette ai lavori. L’unico aspetto negativo è risultato essere la brevità del tempo a disposizione per fare domande di approfondimento e la necessità di introdurre altri temi riguardanti la cognitività e la psicologia generale.
La maggior parte dei partecipanti ha espresso il desiderio di continuare ad allenarsi anche al termine del progetto. Dalla restituzione dei partecipanti è emersa la necessità di mantenere il cervello attivo attraverso attività ludiche, ma impegnative. Inoltre, è stata riconosciuta la positiva azione svolta dal gruppo nel mantenere alta la motivazione e l’impegno dei partecipanti.
Questa attività ha offerto ai partecipanti la possibilità di prendere consapevolezza delle proprie capacità cognitive, identificando sia i punti di forza sia le aree di debolezza da continuare ad allenare, anche al di fuori di questo progetto o, se possibile, con una ripresa di queste attività.
Promozione di piani alimentari sani e stili di vita salutari
L’attività aveva anche l’obiettivo di introdurre gli anziani ai concetti di invecchiamento attivo e adozione di stili di vita salutari. Ci si è soffermati soprattutto sul promuovere il miglioramento della salute fisica in terza età mediante l’adozione di un adeguato regime alimentare, diffondendo informazioni nutrizionali utili a prevenire le malattie ed a favorire un processo di invecchiamento naturale.
Infatti, le persone con età superiore a 65 anni sono maggiormente esposte a rischio di malnutrizione, condizione che si verifica quando l’alimentazione non fornisce un corretto apporto energetico e/o di nutrienti; un soggetto malnutrito è un soggetto fragile e, per questo, maggiormente esposto allo sviluppo di malattie (Diabete di tipo 2, Ipertensione arteriosa, Ipercolesterolemia, Ipertrigliceridemia, Fegato grasso,…).
Seguire una corretta alimentazione in terza età consente di migliorare lo stato di salute, prevenire la comparsa di patologie e, di conseguenza, prolungare l’aspettativa di vita.
L’attività si è svolta attraverso tre conferenze nutrizionali e sei sportelli nutrizionali.
Le conferenze nutrizionali si ponevano come obiettivo quello di sensibilizzare ed informare gli auditori su come la corretta alimentazione in terza età, unitamente ad un adeguato stile di vita, possa influenzare non solo la salute individuale ma anche l’ambiente in cui si vive; durante le conferenze sono state condivise informazioni utili a migliorare concretamente le scelte alimentari quotidiane e lo stato di salute. Ad ogni conferenza è seguito uno spazio di condivisione in cui i partecipanti hanno potuto richiedere approfondimenti su argomenti trattati durante la presentazione, porre domande ed interagire in maniera diretta con il relatore.
Gli argomenti trattati nelle conferenze sono stati:
1)Alimentazione in terza età
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Requisiti nutrizionali specifici e cambiamenti metabolici legati all’invecchiamento;
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Gestione delle condizioni croniche;
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Concetto di malnutrizione;
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Strategie per il mantenimento di un peso corporeo ottimale;
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Promozione di stili di vita sani attraverso consigli pratici.
2) L’alimentazione come medicina
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Alimentazione e salute;
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Prevenzione e gestione nutrizionale delle principali patologie cardio-metaboliche;
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Il ruolo del microbiota intestinale;
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L’importanza dell’alimentazione personalizzata;
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Esempi di percorsi nei quali l’alimentazione ha svolto un ruolo curativo.
3) Alimentazione sostenibile e consapevole
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Impatto ambientale dell’alimentazione;
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Doppia piramide alimentare;
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Etichette alimentari;
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Produzione biologica e certificazioni di qualità;
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Come cucinare in modo sostenibile.
Sportelli nutrizionali
Gli sportelli nutrizionali hanno offerto incontri diretti per gli over 65 fornendo loro l’opportunità di accedere a consulenze nutrizionali individuali.
Durante gli incontri i partecipanti hanno potuto conversare singolarmente con il biologo nutrizionista traendo informazioni e consigli utili per migliorare il proprio stato di salute attraverso le giuste scelte alimentari. Gli sportelli hanno avuto cadenza mensile, ognuno con durata di 150 minuti suddivisi in sessioni individuali.
La partecipazione è stata continuativa e attiva.
Gli argomenti trattati, oggetto di molta informazione sui social e sui media, non sempre in questi ultimi offrono contenuti corretti e adeguati alla popolazione più anziana e, per molti, le informazioni fornite sono risultate nuove e di interesse.
Attività motoria
Da settembre 2023 ad agosto 2024 è stata eseguito un programma di attività motoria consistente in ginnastica adattata per soggetti con età superiore ai 65 anni presso la palestra Robilant.
L’insegnate, laureata in scienze motorie sportive ed adattate. ha realizzato un percorso con esercitazioni progressive per poter garantire l’assimilazione degli stessi con efficacia.
Inizialmente sono stati proposti esercizi a corpo libero per poi introdurre piccoli attrezzi come la sedia, l’elastico ed il tappetino.
In prima fase sono stati fatti svolgere esercizi di mobilità articolare degli arti superiori per poi passare a quelli inferiori. Nei mesi successivi sono stati introdotti esercizi di aumento della forza di resistenza degli arti inferiore. A metà percorso, una volta ottenuta una tonicità generale, si è passati agli esercizi per il miglioramento della respirazione.
A fine percorso, attraverso lo stretching, i dolori muscolari e articolari si sono ridotti nel 90% dei partecipanti.
La grande progressione didattica ha garantito l’esecuzione degli esercizi proposti per il più del 70% dei partecipanti.
Tutti i soggetti hanno affermato di sentirsi meglio fisicamente e di affaticarsi molto meno duranti gli sforzi quotidiani (come salire le scale senza il fiatone).
Dopo qualche difficoltà iniziale le attività si sono svolte con interesse e partecipazione. Va detto che solo una parte delle persone interessate alla stimolazione cognitiva ha partecipato alle sedute di attività motoria, sia per problemi fisici sia per difficoltà legata agli orari della palestra.
I partecipanti hanno anche espresso soddisfazione per la capacità dell’insegnante di proporre attività fisiche adatte alle loro condizioni fisiche, esprimendo anche l’intenzione di continuare tali attività in futuro.
Attività di socializzazione e di peer education
Tra le attività del progetto è stata preparata con la collaborazione delle educatrici di ARCO l’attività di socializzazione che prevedeva incontri specifici accompagnati da attività ludiche e creative. A questa attività hanno partecipato meno persone del previsto e si è riscontrato un interesse minore rispetto alle altre. Alcuni dei partecipanti al progetto hanno dichiarato che in effetti erano molto interessate alla stimolazione cognitiva e alle altre attività programmate in quanto questi incontri si era sviluppato un buon rapporto con i partecipanti alle attività e sono nati rapporti relazionali interessanti che in qualche modo hanno stimolato la socializzazione di esperienze di vita.
Come ipotizzato in fase progettuale, è stata sperimentata l’attività di peer education volta a promuovere lo stato di salute e benessere psicosociale e sociosanitario dei partecipanti diretti e indiretti al progetto.
A fronte dell’esperienza maturata, attraverso il progetto “Community Care Living Lab” (CCLL), ed al fatto che diversi caregivers dei pazienti partecipanti allo stesso hanno aderito al progetto AttivaMENTE è stato possibile – in maniera informale – dare testimonianze utili a evidenziare l’efficacia delle azioni a favore dell’invecchiamento attivo e della prevenzione.
In generale possiamo affermare che le attività di socializzazione e di peer education sono state anche, in sinergia con l’intero progetto proposto, momenti per comunicare e divulgare le altre opportunità del progetto, creando così un’inclusione circolare che ha permesso la promozione integrale delle azioni proposte.
Prospettive
Visto il successo in particolare della stimolazione cognitiva Cipes ha già formulato un nuovo progetto che sviluppa particolarmente questa attività aderendo al nuovo bando regionale del maggio scorso. Inoltre verranno programmate incontri specifici con realtà territoriali per presentare e approfondire le caratteristiche e le potenzialità di progetti di invecchiamento attivo che comprendono la stimolazione cognitiva
I PRINCIPALI RIFERIMENTI PER PROGETTI PER L’INVECCHIAMENTO ATTIVO SONO SCARICABILI NELLA PAGINA PIU’ OLTRE.
Intervista a Martina Quarnero Neuropsicologa
Potrebbe spiegare brevemente cosa di intende per stimolazione cognitiva, in particolare riferita al progetto ATTIVAMENTE?
La stimolazione cognitiva è un insieme di attività e interventi volti a migliorare o mantenere le funzioni cognitive di una persona. Queste attività generalmente includono esercizi mirati e standardizzati che coinvolgono tutte le funzioni cognitive, sia quelle già soggette ad un declino sia quelle ancora integre. L’obiettivo non è solo migliorare le capacità cognitive, ma anche aumentare la qualità della vita, ridurre il rischio di declino cognitivo e promuovere un invecchiamento sano.
Nel caso del progetto “Attivamente”, i partecipanti hanno preso parte a quattro incontri a cadenza settimanale, ognuno dei quali dedicato a una specifica funzione cognitiva. Ogni sessione includeva nozioni teoriche ed esercizi mirati, sia su supporto cartaceo che computerizzato, tarati sulle abilità dei partecipanti. ( vedi descrizione nell’articolo correlato)
Quali sono stati i punti di forza nell’attività svolta per il progetto AttivaMENTE?
Il progetto “Attivamente” si distingue per il suo approccio multidisciplinare, prendendo in carico la persona nella sua interezza. Le numerose attività proposte hanno offerto l’opportunità di promuovere la salute fisica, mantenere e potenziare le capacità cognitive, supportare il benessere emotivo, favorire la socializzazione e allontanare la solitudine.
Gli incontri di stimolazione cognitiva, in particolare, non erano solo focalizzati sull’allenamento delle abilità cognitive, ma anche sull’educazione e la promozione della consapevolezza della salute cognitiva. Ogni incontro comprendeva una parte informativa su temi rilevanti come: la comprensione del funzionamento del cervello, fornendo conoscenze di base sui neuroni e le varie parti dell’encefalo e del sistema nervoso; la prevenzione e gestione delle malattie neurodegenerative, descrivendone le principali caratteristiche e mettendo in risalto l’importanza di uno stile di vita sano; l’importanza della gestione dello stress e di una buona igiene del sonno; ma sicuramente i temi più importati sono stati la neuroplasticità e riserva cognitiva, ossia la capacità del cervello di riorganizzarsi e formare nuove connessioni sinaptiche in risposta all’apprendimento e all’esperienza. Introdurre questi temi così complessi negli incontri ha avuto lo scopo di motivare i partecipanti a prendersi cura del loro cervello attraverso attività quotidiane stimolanti.
E quali gli eventuali limiti o problemi riscontrati?
Il principale limite di questa attività è stato sicuramente la sua durata. La stimolazione cognitiva richiede costanza nel tempo e i benefici possono essere temporanei senza un intervento continuo. Per arginare questo ostacolo, abbiamo fornito a ogni partecipante un elenco di possibili esercizi da svolgere in autonomia alla fine degli incontri. Questo elenco includeva libri, siti internet, software e giochi che, se praticati con continuità, possono essere buone alternative per mantenere attive le proprie abilità cognitive.
Secondo quanto ha potuto constatare, come viene giudicata questa esperienza da coloro che hanno partecipato?
I partecipanti hanno descritto un’esperienza personale molto positiva, trovando le attività di stimolazione cognitiva piacevoli e gratificanti. L’interazione sociale e le attività sono state considerate divertenti e stimolanti, e lo svolgimento di compiti sfidanti ha creato un senso di realizzazione e ha migliorato l’autostima. Sebbene a volte le attività abbiano messo in evidenza alcune difficoltà, ciò ha anche migliorato la consapevolezza delle proprie abilità cognitive. Inoltre, la partecipazione a queste attività in gruppo ha favorito la nascita di nuove conoscenze riducendo il senso di isolamento. Alcuni partecipanti hanno inoltre fornito feedback costruttivi su come migliorare ulteriormente i programmi, suggerendo nuovi temi di discussione o modifiche alle modalità di svolgimento, contribuendo così al miglioramento delle attività per i gruppi successivi.
Un’altra parte del progetto “Attivamente” molto apprezzata dai partecipanti è stata la valutazione cognitiva di screening iniziale. Questo passaggio ha rivestito un ruolo cruciale sia per me come organizzatore, sia per i partecipanti stessi. La valutazione iniziale è stata fondamentale per comprendere le capacità cognitive di ogni partecipante e ha permesso la creazione di gruppi omogenei e l’utilizzo di esercizi livellati sulle abilità dei vari gruppi. La personalizzazione degli esercizi ha garantito che ogni partecipante potesse trarre il massimo beneficio dalle attività, senza sentirsi né sovraccaricato né sotto stimolato. Per i partecipanti, la valutazione cognitiva iniziale ha, inoltre, offerto un dato oggettivo sulle proprie capacità cognitive. Molti hanno apprezzato la possibilità di avere una misurazione concreta, che ha permesso loro di comprendere meglio la frequente sensazione di perdita di memoria. Questo ha fornito un punto di partenza chiaro e ha contribuito a demistificare alcune preoccupazioni legate al declino cognitivo.
Quali benefici ci si può aspettare dall’ attività di stimolazione cognitiva e per quali tipologie di persone è consigliabile?
La stimolazione cognitiva è raccomandata per una vasta gamma di persone, indipendentemente dall’età, dalle condizioni di salute o dal livello di istruzione. Tuttavia, ci sono gruppi specifici per i quali questi interventi possono essere particolarmente benefici. Per le persone sopra i 65 anni la stimolazione cognitiva è utile per mantenere la mente attiva e ritardare un possibile declino cognitivo. Per le persone con lievi o iniziali deficit cognitivi può aiutare a rallentare la progressione verso disturbi neuro cognitivi più gravi, offrendo un supporto importante. Per le persone con patologie neurodegenerative diagnosticate nelle fasi iniziali o intermedie questi interventi possono mantenere la funzionalità cognitiva il più a lungo possibile e migliorare la qualità della vita, nonostante la progressione della malattia.
Gli obiettivi e i risultati attesi della stimolazione cognitiva variano in base alla popolazione di riferimento. È importante considerare anche i limiti di questo strumento, come l’efficacia variabile tra i vari individui, la progressione delle malattie degenerative e la motivazione dei partecipanti. La stimolazione cognitiva è una preziosa risorsa per molte persone, con benefici che spaziano dal mantenimento delle capacità cognitive alla prevenzione del declino cognitivo, fino al miglioramento della qualità della vita. Ogni intervento dovrebbe essere adattato alle esigenze specifiche dell’individuo per ottenere i migliori risultati.
In sintesi, la stimolazione cognitiva rappresenta un approccio versatile e adattabile, capace di offrire supporto significativo a diverse fasce di popolazione, sempre con l’obiettivo di migliorare il benessere e la qualità della vita.

